Da visite e ricerche fatte nelle nostre campagne , con grande piacere e soddisfazione abbiamo riscontrato che il mitico dogo sardo , così chiamato intorno agli anni cinquanta da qualche esperto d’oltre mare,esiste ancora . Eccome !!!!!!
Noi preferiamo chiamarlo in generale cane sardo considerato che in un recente passato lo si poteva trovare in buona parte dell’isola; fenotipicamente, poteva esserci qualche differenza, dovuta perlopiu’ alla forte consanguineità causata dall’isolamento territoriale e non ultimo dall’eccessivo campanilismo.
Gli storici e tutti coloro che in antichita’ hanno lasciato delle testimonianze scritte, lo hanno descritto dandogli i piu’ svariati nomi: mastino fonnese , di Bonorva, di Arzana , alano di Urzulè, cane di Gavoi (agli allevatori di questo paese và riconosciuto il merito di aver conservato il maggior numero di esemplari sino ad oggi), dogo sardesco; ma, sostanzialmente il cane era lo stesso . Dobbiamo anche considerare che queste persone non erano probabilmente degli esperti cinofili, ma, presi dall’estro del momento descrivevano ciò che vedevano nelle varie zone attribuendogli queste varie denominazioni, tutte comunque riconducibili allo stesso cane : sicuramente un molosso di tipo leggero dotato di agilità e resistenza incredibili e notevole morso e forza fisica .
Anche adesso, qualche improvvisato “esperto cinofilo” ha preso per buone tutte queste denominazioni per affermare che in Sardegna esistevano numerose razze canine ! Su questo, preferiamo non commentare, piuttosto, occupiamoci di recuperare e allevare questo cane, lasciando a questi signori l’archeocinofollia !
Le ipotesi sull’origine di questi cani potrebbero essere le più svariate (romane, fenicie, addirittura nuragiche), si trattava comunque di un molosso leggero, adibito alle più svariate mansioni: guardia del bestiame e della proprietà, caccia agli ungulati e cane da guerra. A tal proposito, è interessante vedere i dipinti che lo ritraggono cacciatore di cinghiali e cervi e le fotografie che lo ritraggono a fianco dei soldati della Brigata Sassari e nel 1912 al porto di Cagliari, in partenza per la guerra di Libia. Queste ultime foto, oggi, vengono diffuse per enfatizzare la storia del cane di Fonni che allora era sicuramente identificabile col cosiddetto dogo, ma chiunque le esamini con un minimo di attenzione, potrà notare che i cani ritratti sono totalmente diversi dall’attuale popolazione canina di Fonni.
Al momento, senza pretesa di redigere alcuno standard, possiamo affermare che questi cani hanno le seguenti caratteristiche: ossatura forte, altezza media dai 56 ai 68 cm al garrese; peso dai 30 ai 45 Kg; testa massiccia con masseteri pronunciati,
fondamentalmente con muso leggermente più corto del cranio; dentatura potente, completa, con chiusura a forbice o tenaglia; occhi color ambra nelle varie tonalità; torace ben sviluppato nelle tre dimensioni; arti anteriori robusti e ben in appiombo, posteriori mediamente angolati con muscolatura potente; pelo medio-corto, grosso (paragonabile a quello del Cinghiale) che a volte forma un accenno di baffi; mantello tigrato nelle varie tonalità che a volte arriva a ricordare quello del cinghiale, fulvo nelle varie tonalità, raramente nero. L’aspetto denota comunque notevole rusticità.